Giovedì 24 maggio: consegna attestati

Si svolgerà giovedì 24 maggio la consegna degli attestati della Scuola di Politica ed Economia e la presentazione della nuova edizione.
A partire dalle 15.15, presso la Sala Principale di Palazzo Cordellina (in Via Riale 12), dopo il saluto del Presidente di Confartigianato Vicenza, Agostino Bonomo, verranno consegnati gli attestati ai partecipanti degli scorsi anni.

A seguire, l'intervento del prof. Luigino Bruni su “L’economia civile al tempo della rivoluzione digitale”
L’Unione europea ha due velocità, si dice, ed esiste una frattura tra i Paesi del nord, efficienti, patria della finanza, del turbo capitalismo, globalizzati, caratterizzati dalle grandi dimensioni delle loro imprese, e i Paesi del sud, come l’Italia, caratterizzati da piccole e piccolissime imprese a conduzione familiare, che si muovono in un mercato spesso locale, con produzioni d’eccellenza ma dai piccoli numeri, spesso rallentate da servizi onerosi ed inefficienti e dalla mancanza di lungimiranza nelle politiche economiche.
Da questa vulgata nasce in noi un sentimento recondito di inadeguatezza, un atteggiamento da eterno ultimo della classe, una frustrazione che porta ad atteggiamenti di rifiuto delle regole europee e a negare la realtà del nostro mostruoso debito pubblico.
Quasi che dovendo partecipare ad una competizione, l’Italia si fosse ritrovata iscritta in una categoria agonistica che non è la sua e si ritrovasse eternamente a dover inseguire i primi della classifica. Ma se non fosse così?
Se cioè non ci fosse un solo modello di sviluppo economico? Se non fosse vero che o si diventa grandi e globalizzati o si è destinati al declino e all’estinzione? E se un’altra economia fosse possibile (e qui non si parla di decrescita, ma di crescita , eccome, attraverso diversi equilibri e diversi parametri). Perché in fondo qual è il fine ultimo dell’economia se non quello di fornire agli uomini le risorse materiali per essere felici?


Questi temi e questa visione dell’economia è stata applicata con straordinario successo a partire dal medioevo proprio in Italia, ed ha generato ricchezza, bellezza e civiltà per secoli. E le imprese che hanno realizzato tutto ciò erano e sono imprese artigiane.

Economia familiare, di comunità, bene comune, pubblica felicità, reciprocità… esiste una scuola economica nata in Italia ed espressa in particolare nel ‘700 da Antonio Genovese che rappresenta una alternativa alla visione che in quegli stessi anni sarebbe stata teorizzata da Adam Smith e che di lì a poco avrebbe trionfato sulle ali della rivoluzione industriale.
Ora che siamo di fronte alla quarta rivoluzione industriale e quel modello è in crisi a causa di un’altra e più profonda rivoluzione tecnologica, quella digitale, è forse venuto il momento di ripensare alle piccole imprese non più come inseguitrici eternamente in ritardo, ma come espressione di un’altra economia, possibile e necessaria, e a misura d’uomo.

9° Incontro della Scuola di Politica ed Economia

Desiderio di non mollare

La bellezza delle nostre produzioni, la storia che raccontano, il paesaggio che racchiudono, le suggestioni e i desideri che sanno suscitare…(ovvero il nostro vantaggio competitivo), come si concilia tutto ciò con le rivoluzioni tecnologiche in corso e in arrivo nei prossimi anni? Qual’è lo specifico artigiano \ italiano? e come attraverserà l’imminente “quarta rivoluzione industriale”?

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